Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Frontiera Adriatica

Insegnare la Storia per Ricordare. I Quaderni didattici della Frontiera adriatica, il Novecento e il Confine orientale

Introduzione

di Caterina Spezzano (Ministero dell’Istruzione e del Merito)

Con la pubblicazione delle Linee Guida per la didattica della Frontiera Adriatica il ministero dell’Istruzione e del Merito risponde pienamente alla Legge 92/2004 che, oltre ad istituire il Giorno del ricordo come solennità civile, invita a realizzare iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado (art. 1, c. 2).

Il testo conserva la memoria delle tragedie come le Foibe e l’Esodo istriano, fiumano e dalmata, inserendole nel contesto più vasto e complesso della storia dell’Adriatico orientale, proponendo un approccio metodologico rigoroso che incoraggia l’analisi della regione come “laboratorio della contemporaneità”, rifuggendo le semplificazioni e gli usi politici della storia. Suggerisce percorsi interdisciplinari, offre una dettagliata periodizzazione storica che va dalla romanizzazione fino alla dissoluzione della Jugoslavia, includendo una sezione sul significato di concetti chiave come Esodo e Fascismo di confine; prevede numerosi itinerari didattici per esplorare la Venezia Giulia, l’Istria e la Dalmazia. E i due Quaderni Didattici per le scuole secondarie di primo e di secondo grado diventano veri e propri strumenti didattici la cui efficacia è intrinsecamente legata al loro ruolo di applicazione e supporto concreto alle Linee Guida.

Relazione che si articola su più dimensioni: il fondamento normativo e tematico, l’approccio metodologico e la traduzione operativa delle strategie didattiche.

I Quaderni Didattici nascono infatti con l’intento di colmare il “vuoto” che caratterizza il tema della Frontiera adriatica nel Sistema nazionale di istruzione e formazione, offrendo una cornice storica sintetica e una serie di attività da sperimentare in classe, ispirate direttamente al testo delle Linee guida. I Quaderni trattano i nodi storici essenziali, propongono attività legate al Giorno del ricordo e forniscono ai docenti un ancoraggio storico, didattico e metodologico in risposta alla domanda di storia stimolata dall’istituzione della giornata memoriale.

La stessa organizzazione dei Quaderni è pensata per garantire completa autonomia al docente nell’inserire il tema nella progettazione curricolare della scuola, prevedendo possibili percorsi interdisciplinari a cavallo tra le discipline storico-umanistiche e l’insegnamento di Educazione civica. Le Linee Guida raccomandano di non limitare lo studio ai drammi novecenteschi, ma di compiere «affondi di lungo periodo», e di adottare una logica interdisciplinare e multidisciplinare. I Quaderni implementano ciò arricchendo le parti testuali con proposte di percorsi multidisciplinari, consentendo di avvalersi del contributo di diverse prospettive disciplinari per comporre un «quadro completo, sistematico, espressivo della complessità».

L’efficacia metodologico-didattica dei Quaderni deriva inoltre dalla loro capacità di tradurre i principi filosofici e metodologici stabiliti dalle Linee Guida in un formato didattico pratico e innovativo, privilegiando la prospettiva dello studio della storia come “laboratorio di cittadinanza” e come “laboratorio della contemporaneità”, volto a educare gli studenti all’analisi di realtà complesse; proponendo un’impostazione innovativa e laboratoriale considerano la storia della Frontiera adriatica un caso di studio per sperimentare condotte utili a generare consapevolezza della storia, a superare le semplificazioni e le banalizzazioni, proponendo le operazioni fondamentali di ogni approccio storico: periodizzazione, contestualizzazione, problematizzazione e comparazione.

Infine, i Quaderni veicolano contenuti organizzati per favorire l’esercizio libero del senso critico, della ricerca euristica e della problematizzazione attraverso “domande-metaloghi”.

Un elemento chiave che aumenta l’efficacia dei Quaderni nell’implementare contenuti e strategie delle Linee Guida è l’uso della tecnologia e la varietà di risorse didattiche. L’utilizzo del sistema Meta Liber (ML) è il miglior uso dei Quaderni; il ML consente al lettore di fruire di ulteriori contenuti digitali (audiolibro letto dagli autori/curatori, immagini, approfondimenti web) mediante una App gratuita che rende i Quaderni uno strumento eccezionale per unire le esigenze della tradizione con quelle della modernità, permettendo tra l’altro continui aggiornamenti e implementazioni.

Lo scopo dei Quaderni è offrire una panoramica di attività specifiche (come l’analisi di articoli di giornale, la ricerca odonomastica, l’uso di cartine geo-storiche, l’analisi di concetti come “nazione”” ed “etnia”) che supportano direttamente gli spunti operativi e i suggerimenti metodologici indicati nelle Linee Guida (ad esempio l’uso delle carte geo-storiche, o la didattica basata sull’odonomastica), reindirizzando docenti e studenti ai siti istituzionali e didattici raccomandati direttamente dalle Linee Guida ministeriali, come il sito ministeriale www.scuolaeconfineorientale.it e Il confine più lungo. Questo garantisce che la conoscenza non sia limitata al quaderno stesso ma sia un punto di partenza per l’esplorazione del vasto corredo di strumenti reso disponibile dal ministero e dalle Associazioni degli Esuli.

I Quaderni fungono da ponte operativo tra l’indirizzo metodologico e valoriale fornito dalle Linee Guida ministeriali e la pratica didattica quotidiana, offrendo contenuti, metodologie e strumenti innovativi per affrontare una porzione complessa e a lungo trascurata della storia italiana.

Meta Liber e Quaderni Didattici: un connubio nato dall’amore per i libri

di Andrea Mazzanti

Quanti e quali siano gli strumenti a disposizione del mondo editoriale per veicolare i contenuti destinati al pubblico è più o meno noto a tutti. In che modo questi strumenti siano tra loro integrati e come possano contribuire a dare le giuste risposte alle aspettative dei lettori e degli studenti, anche alla luce dell’evoluzione della tecnologia, appartiene invece alla sfera delle previsioni, dell’immaginazione e della creatività.

In particolare per gli strumenti destinati alla didattica, si cerca da tempo di utilizzare il giusto equilibrio tra forme editoriali tradizionali, quali libri cartacei, audio, video, web e tutto ciò la tecnologia è oggi in grado di proporre: eBook, piattaforme social, podcast, applicazioni per smartphone e tablet, fino ai supporti per AI.

L’integrazione tra questi mezzi va pensata non solo per offrire quanto di meglio disponiamo per l’offerta formativa ma anche in termini di strumenti compensativi quando ci siano da colmare gap sensoriali o difficoltà determinate da dislessia, Dsa, ed altre difficoltà di lettura.

L’esperienza di pubblicazione dei Quaderni Didattici per le scuole secondarie di primo e di secondo grado, sul tema de La Frontiera adriatica. Il Novecento e il confine orientale e poi quelli dedicati all’Esodo, ci racconta una storia di come l’innovazione possa riguardare anche l’evoluzione della forma libris tradizionale, conservandone le sue caratteristiche insostituibili, permettendo all’“oggetto libro” di affrontare e vincere le sfide dell’evoluzione tecnologica, uscendone vincitore. Non solo, anche di come l’attenzione per la migliore didattica possibile abbia visto lavorare insieme un editore privato, il ministero dell’Istruzione e del Merito con la dirigente Caterina Spezzano, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) con il presidente Renzo Codarin, in una partnership affiatata e finalizzata a raggiungere un obiettivo comune e di interesse generale. Grazie all’esclusiva tecnologia del Meta Liber©, un marchio registrato di Mazzanti Libri – ME PUBLISHER come nuovo sistema di pubblicazione dei libri cartacei, i Quaderni mantengono la loro identità di libri cartacei (ed eBook) ma adottano un sofisticato sistema di backend (perdonate l’uso inevitabile della lingua inglese) che può essere utilizzato dall’App gratuita per Android (Google) e iOS (Apple).

Essa consente al lettore di godere di un classico libro a stampa ma allo stesso tempo di fruire, mediante l’App (Meta Liber) di ulteriori contenuti che rendono unica l’esperienza di lettura. Tra questi, la possibilità di ascoltare gratuitamente l’audiolibro letto e registrato dai docenti Barbara Mocibob e Alessandro Bonaciti, di vedere immagini in alta definizione, di guardare filmati, di fruire di approfondimenti dal web, di svolgere verifiche interattive, di visualizzare mappe e percorsi, di ricevere aggiornamenti e tante altre novità in continua evoluzione.

Meta liber (Ml) deriva dalle parole meta (in greco antico oltre) e liber (in latino libro), cioè “oltre il libro”, traccia la strada verso un nuovo rapporto tra libro e lettore, tra testo e studente, proponendosi, nelle nostre aspettative e nella nostra visione editoriale, come un possibile futuro delle opere a stampa, uno strumento unico ed eccezionale per unire le esigenze della tradizione con quelle della modernità.

Oggi, «La Frontiera adriatica» è anche un’app scaricabile in tutti gli store del mondo.

Cosa sono i Quaderni didattici?

di Alessandro Bonaciti e Barbara Sturmar

I Quaderni Didattici – La Frontiera Adriatica, il Novecento e il confine orientale pubblicati dall’editore veneziano Mazzanti nel 2024, rappresentano un prezioso strumento pedagogico per avvicinare gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado alla storia complessa che ha caratterizzato la “questione” della Frontiera orientale nel corso del Novecento: palcoscenico storico di tensioni etniche, esodi e violenze, oggi diventato epicentro sensibile di memorie identitarie diverse e stratificate.

Scritti da docenti delle scuole dei diversi ordini, curati dalla dottoressa Caterina Spezzano (dirigente tecnico del Ministero dell’Istruzione e del Merito) con la supervisione e la collaborazione di esperti storici, i due volumi si distinguono per un approccio metodologico innovativo, capace di coniugare rigore scientifico e accessibilità didattica. I contenuti, accuratamente documentati e fondati su solide basi storiografiche, vengono presentati in modo chiaro e sono adatti anche a contesti scolastici differenti. Un ulteriore punto di forza è rappresentato dalla flessibilità d’uso: i materiali proposti non impongono un percorso precostituito, ma lasciano piena autonomia al docente nell’inserimento dell’argomento all’interno della programmazione curricolare, in entrambi gli ordini di scuola.

Le pubblicazioni affrontano con chiarezza espositiva i momenti cruciali di una parte della storia italiana che si colloca dopo la fine della Seconda guerra mondiale che spesso è trattata marginalmente nei programmi e nei testi scolastici. I Quaderni risultano utili e fondamentali strumenti per formare una coscienza storica completa, in grado di integrarsi con le vicende complesse delle terre alto-adriatiche: dall’Irredentismo alle due guerre mondiali, dalle foibe all’Esodo giuliano-dalmata.

La trattazione storica, chiara e accessibile, consente anche a chi non possiede conoscenze specifiche di avvicinarsi con facilità all’argomento. Sin dalle prime pagine emerge l’intento degli autori, anch’essi docenti, di offrire strumenti utili per orientare i lettori cui si rivolgono principalmente – insegnanti e studenti – all’interno di un tema spesso poco esplorato, attraverso la scelta mirata di definire concetti fondamentali come la distinzione tra “confine” e “frontiera”, per poi addentrarsi negli avvenimenti della storia dell’area alto-adriatica tra il XIX e il XX secolo.

I quaderni si distinguono per un’impostazione fortemente interattiva, pensata per coinvolgere attivamente il lettore e stimolare un apprendimento partecipato. A supporto del percorso didattico proposto, sono inclusi strumenti diversificati come carte geo-storiche che aiutano a contestualizzare spazialmente gli eventi, linee del tempo che offrono una visione cronologica chiara, esempi di attività da svolgere in aula che favoriscono la discussione e il confronto, esercizi di riepilogo utili a consolidare le conoscenze acquisite, approfondimenti che arricchiscono la comprensione dei temi trattati, e attività ludiche e riflessive finalizzate a sviluppare uno sguardo critico sul periodo storico affrontato. Tutti questi elementi concorrono a guidare in modo graduale e strutturato studenti e docenti nella costruzione di una consapevolezza storica solida e ragionata.

Particolare rilievo è dato all’integrazione con il sistema digitale Meta Liber, una tecnologia sviluppata dall’editore Mazzanti, che amplia l’accessibilità, rendendo i contenuti fruibili a un pubblico più ampio attraverso supporti digitali. Accanto a questa innovazione, i riferimenti a luoghi del ricordo, come il Magazzino 18 (attuale Magazzino 26) di Trieste e la mostra permanente sulla Frontiera adriatica ospitata al Museo M9 di Mestre offrono ulteriori occasioni di approfondimento. Questi spunti, collocati in contesti fisici significativi, contribuiscono a rafforzare il legame tra studio e realtà, stimolando una comprensione più concreta e coinvolgente dei temi storici trattati.

I due testi rispondono all’esigenza, evidenziata nelle Linee Guida ministeriali per la didattica della Frontiera Adriatica pubblicate nel 2022, di conservare e al tempo stesso rinnovare la memoria di eventi che hanno segnato in profondità la storia italiana contemporanea. In particolare, si propongono di restituire la complessità di una frontiera geografica e culturale attraversata da secolari intrecci tra popoli, lingue, religioni e culture diverse, evitando semplificazioni narrative e stereotipi. L’obiettivo è quello di promuovere una coscienza storica consapevole, per comprendere non solo le dinamiche del passato, ma anche le sfide del presente.

La pubblicazione dei Quaderni intende offrire una risposta concreta al vuoto della didattica della storia contemporanea italiana, offrendo a docenti e studenti uno strumento concreto e accessibile: attraverso un approccio critico, documentato e inclusivo, i testi consentono di affrontare pagine nazionali complesse, talvolta dolorose e poco conosciute, trasformandole in occasioni di riflessione e crescita culturale, civile e democratica. In tempi in cui la conoscenza del passato rischia di essere frammentaria o distorta, queste pubblicazioni si propongono di invitare responsabilmente a ricordare, a comprendere e trasmettere perché solo una memoria consapevole genera cittadini capaci di leggere il presente con senso critico, capaci di costruire il futuro con coscienza e partecipazione.

Presentazioni dei Quaderni didattici: Alessandro Bonaciti al Museo del Novecento – M9 di Mestre (Venezia)

di Alessandro Bonaciti

I Quaderni operativi – La Frontiera Adriatica. Il Novecento e il confine orientale sono stati presentati per la prima volta al Museo M9 di Mestre nel novembre 2023 al pubblico presente nell’Auditorium “Cesare De Michelis” e a quello collegato in videoconferenza – quindi con una doppia modalità per permettere una più ampia partecipazione – sia mettendone in evidenza i contenuti, sia dando delle indicazioni metodologiche utili per sviluppare lavori in aula e far conoscere meglio la tematica legata alla Frontiera adriatica, nel pieno spirito degli obiettivi che hanno stimolato la scrittura dei due testi.

Fig. 1 Mestre M9, Alessandro Bonaciti

Struttura della presentazione

L’incontro si è articolato in sei punti fondamentali, ciascuno pensato per offrire una comprensione completa dell’argomento e degli strumenti didattici proposti.

1. Introduzione e contenuti del quaderno operativo

La presentazione si è aperta con l’illustrazione della struttura e dei contenuti dei quaderni operativi. È stata evidenziata la complessità della storia ottocentesca e novecentesca della Frontiera adriatica, caratterizzata da incontri e scontri che hanno prodotto conflitti nazionali ed etnici, rivalità tra potenze, instaurazione di regimi autoritari e totalitari, mancanza di rispetto dei diritti delle minoranze, persecuzioni razziali e religiose, stragi su larga scala e spostamenti forzati di popolazione.

Un elemento fondamentale emerso è stata la distinzione terminologica – che dà anche inizio ai Quaderni – tra “confine” (linea decisa dagli uomini che separa gli Stati) e “frontiera” (area di ampie dimensioni dove nel corso dei secoli le linee di confine sono cambiate più volte), quindi si è parlato delle parti testuali esplicative, della presenza delle carte geo-storiche, della sezione Ora tocca a te, contenente attività di riepilogo e riflessione fruibili tramite QR code e pensata per consolidare l’apprendimento in modo più stimolante rispetto ai metodi tradizionali, della multimedialità legata al sistema Meta Liber.

2. La Frontiera adriatica a scuola: approccio interdisciplinare

È stata dedicata particolare attenzione alle possibilità di integrare il tema con diverse discipline scolastiche, in particolare suggerendone alcune utili per soddisfare le sempre maggiori richieste di competenze interdisciplinari.

  1. Letteratura: sono stati citati autori che hanno valorizzato la cultura italiana dell’Adriatico Orientale, da Dante a Tommaseo, da Svevo a Saba, fino agli autori contemporanei come Marisa Madieri.
  2. Educazione Civica: è stato evidenziato il fatto che il tema si presta a trattare argomenti fondamentali come la creazione dell’identità nazionale, la presenza delle minoranze, le conseguenze delle guerre, gli spostamenti forzati di popolazione, le politiche della memoria e i percorsi di riconciliazione tra popoli.
  3. Arte e Musica: è stata sottolineata l’importanza dell’architettura veneziana che caratterizza ancora oggi le città costiere dell’Adriatico orientale e di figure come il violinista Giuseppe Tartini di Pirano.

Oltre i libri: sono stati proposti approcci innovativi attraverso l’odonomastica, le carte geo-storiche e il linguaggio teatrale. In particolare per quanto riguardava il quaderno del secondo ciclo, sono state illustrate alcune delle attività già svolte e in esso riportate, non solo per far comprendere il contenuto ma anche proprio per dare agli spettatori degli spunti di lavoro.

3. Le tappe storiche fondamentali

La presentazione ha ripercorso in breve i cinque momenti cruciali della storia della Frontiera adriatica:

  1. L’irredentismo tra fine Ottocento e inizio Novecento.
  2. La Prima guerra mondiale e l’impresa di Fiume.
  3. Il fascismo contro le minoranze nazionali.
  4. La Seconda guerra mondiale e le foibe.
  5. L’Esodo istriano-fiumano-dalmata.

È stata ricordata l’importanza del fatto che studenti sia del primo sia del secondo ciclo conoscano questi episodi, nonostante le possibili difficoltà legate ai tempi ristretti della programmazione e della progettazione scolastiche.

4. I perché di un ritardo: i tre silenzi

Un momento particolarmente significativo dell’incontro è stato dedicato a spiegare perché questo argomento sia stato a lungo trascurato. È stata presentata quella teoria che può essere detta dei “tre silenzi”, di seguito esplicitati.

Silenzio di Stato: dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, l’Italia mirava ad apparire come paese vincitore grazie alla Resistenza. Nessun partito politico aveva interesse a discutere una questione che avrebbe fatto emergere responsabilità importanti e ricordato che l’Italia aveva in realtà perso la guerra.

Silenzio di partito: il Partito Comunista Italiano evitava di affrontare l’argomento per non rendere evidente la propria posizione ambigua su quanto stava accadendo lungo il confine nord-orientale.

Silenzio internazionale: dopo la rottura tra Stalin e Tito nel 1948, la Jugoslavia divenne un interlocutore per l’Occidente, che non aveva più interesse a porre domande scomode sugli infoibati o sull’esodo di centinaia di migliaia di persone dall’Alto Adriatico.

5. Cos’è la storia e come raccontarla

La presentazione dei quaderni ha offerto l’opportunità di riflettere più ampiamente sul metodo storico e su come insegnarlo agli studenti. Sono stati presentati alcuni principi fondamentali:

  1. la Storia comprende tutto ciò che le culture e civiltà passate ci hanno lasciato, dalla letteratura all’arte, dall’economia alla scienza;
  2. la Storia nasce dalle domande che il presente pone al passato: nelle fonti si deve cercare una risposta, non una conferma di ciò che si pensa;
  3. è stato citato Alessandro Galante Garrone: «quando si scrive un libro di storia non si deve far capire per chi si vota»;
  4. è stata evidenziata la natura soggettiva della memoria, sottolineando che riconoscere l’esistenza di una pluralità di memorie può essere il primo passo per superare i pregiudizi e migliorare le relazioni.

6. Riflessioni conclusive: oltre i confini

La presentazione si è conclusa con due citazioni significative che hanno guidato la riflessione finale. La prima, del sociologo Zygmunt Bauman (1925-2017): «I confini dividono lo spazio; ma non sono pure e semplici barriere. Sono anche interfacce tra i luoghi che separano. In quanto tali, sono soggetti a pressioni contrapposte e sono perciò fonti potenziali di conflitti e tensioni». La seconda, un proverbio popolare: «Chi taglia l’albero di confine taglia la lite».

Queste citazioni hanno permesso di concludere pensando ancora una volta ad un concetto fondamentale, quello della differenza tra confini che dividono e frontiere che possono diventare invece spazi di incontro e dialogo. Anche un semplice proverbio popolare ci dice che per eliminare un confine stabilito da un albero basta tagliare quell’albero, provando così a creare una frontiera intesa come una zona ampia in cui incontrarsi, in cui muoversi, in cui vivere con l’altro.

Barbara Mocibob al Museo del Novecento M9, di Mestre (Venezia)

di Barbara Mocibob

La presentazione all’M9 di Mestre del Quaderno operativo La Frontiera Adriatica. Il Novecento e il confine orientale, dedicato alle scuole secondarie di secondo grado, ha rappresentato un nuovo passo nel percorso di divulgazione e formazione avviato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, per promuovere una conoscenza consapevole e partecipata della complessa storia del confine orientale.

Come già nel volume destinato al primo ciclo, anche in questo secondo quaderno si coniugano rigore storico, metodologia laboratoriale e prospettiva civica, ma con una maggiore articolazione critica e multidisciplinare, calibrata sulla maturità cognitiva degli studenti del secondo grado.

1. Le peculiarità del Quaderno per la secondaria di secondo grado

Il volume, curato da Caterina Spezzano con testi di Barbara Mocibob, Rossella Zanni e Simona Nicolosi, introduce una “struttura modulare” che consente di integrare le attività all’interno delle programmazioni disciplinari di licei, istituti tecnici e professionali. La narrazione storica è pensata come “laboratorio di cittadinanza”, dove la storia del confine orientale diventa occasione per riflettere su identità, appartenenza e diritti.

Il quaderno propone (come si evince chiaramente anche dalla presentazione proposta all’M9):

  1. una cornice storica sintetica, aggiornata alle Linee guida per la didattica della Frontiera Adriatica (prot. N. 2409/2022);
  2. un apparato operativo di attività progressive, ciascuna dotata di obiettivi, risorse, tempi indicativi e connessioni interdisciplinari;
  3. l’uso di fonti documentarie, cartine geo-storiche, audiovisivi e narrazioni multimediali, valorizzando la tecnologia Meta Liber©, che consente di accedere a materiali audio, video e testimonianze tramite QR code integrati nel testo;
  4. un’attenzione specifica alla didattica esperienziale e laboratoriale, in linea con le competenze sociali e civiche europee e con il principio della Storia come “disciplina delle radici del presente”.

2. Dalla conoscenza alla partecipazione: la struttura tematica

Il percorso proposto si apre con la sezione Emozione, attenzione, preparazione, che introduce la visita all’M9 non come semplice esperienza museale, ma come snodo didattico” all’interno di un itinerario più ampio che inizia in classe e si conclude nei luoghi della memoria.

Seguono una serie di unità di apprendimento operative”, che articolano l’intero Novecento del confine orientale in chiave interdisciplinare:

  1. I paesaggi della Frontiera adriatica – per analizzare l’ambiente fisico e umano dell’area adriatica.
  2. Le regioni storiche e le dominazioni – per comprendere la stratificazione culturale e politica del territorio.
  3. L’irredentismo e le due guerre mondiali, fino all’esodo e ai trattati internazionali.
  4. L’esodo giuliano-dalmata e la costruzione della memoria collettiva, con attività di lettura critica delle fonti, scrittura biografica e produzione di materiali multimediali.

Ogni sezione propone percorsi multidisciplinari (Storia, Letteratura, Arte, Geografia, Scienze sociali, Laboratori audiovisivi) e stimola abilità di ricerca, interpretazione e rappresentazione.

3. La metodologia e il laboratorio della memoria

La logica didattica del Quaderno riflette la visione delineata da Carmela Palumbo nella sua introduzione: la Storia come spazio di consapevolezza democratica”, in cui la conoscenza dei fatti diventa strumento per comprendere il presente e riconoscere il valore della libertà, dell’identità e della memoria.

L’impianto metodologico valorizza:

  1. il dialogo interdisciplinare tra docenti;
  2. la centralità dello studente come ricercatore;
  3. la memoria attiva come costruzione condivisa di senso;
  4. l’uso calibrato del digitale come strumento di ampliamento, non di sostituzione, dell’esperienza educativa.

La componente operativa, sperimentata in diverse scuole-pilota, mostra come la didattica della frontiera possa integrarsi efficacemente con i “laboratori di audiovisivo, grafica e arti visive”, favorendo la creazione di prodotti narrativi e multimediali (mostre, cortometraggi, podcast, installazioni interattive).

4. Il significato della presentazione all’M9

La scelta dell’M9 – Museo del ’900 di Mestre per la presentazione nazionale sottolinea il valore diun’educazione alla memoria attiva e interdisciplinare”, coerente con la missione del museo stesso: narrare il secolo delle trasformazioni attraverso linguaggi immersivi e partecipativi.

L’incontro ha evidenziato:

  1. la continuità con il quaderno dedicato al primo ciclo d’istruzione, condividendo la stessa struttura logica (introduzione storica, attività operative, percorsi multidisciplinari);
  2. la progressione metodologica verso livelli di analisi più complessi e riflessivi;
  3. la finalità formativa comune: costruire una coscienza storica che unisca conoscenza, empatia e responsabilità civile.

Fig. 2, Firenze, Didacta, Rossella Zanni e Maria D’Urzo 

5. Conclusione

Il Quaderno per la secondaria di secondo grado rappresenta una sintesi tra innovazione metodologica e rigore scientifico. Non è solo uno strumento didattico, ma un dispositivo culturale per riannodare la memoria del confine orientale alle nuove generazioni.

La presentazione all’M9 ne ha ribadito la funzione di ponte tra ricerca storiografica, didattica e cittadinanza attiva, in continuità con il lavoro avviato con le scuole del primo ciclo e in dialogo con la più ampia comunità educativa che, attraverso la storia della Frontiera adriatica, riscopre la propria identità europea.

Maria D’Urzo e Rossella Zanni alla Fiera Didacta Italia, Fortezza da Basso (Firenze)

di Maria D’Urzo e Rossella Zanni

Didacta, edizione italiana dell’evento internazionale Didacta International, è la più importante fiera italiana dedicata all’innovazione e alla formazione nel mondo della scuola.

L’evento, che si tiene annualmente presso la Fortezza da Basso di Firenze, è rivolto a docenti, dirigenti scolastici, educatori e operatori del settore educativo e rappresenta un’occasione significativa per confrontarsi sulle migliori metodologie e pratiche didattiche e sulle nuove tecnologie. La fiera include un’area espositiva e un vasto spazio dedicato a eventi come convegni, seminari e workshop.

In occasione della settima edizione di Didacta Italia, tenutasi dal 20 al 22 marzo 2024, all’interno del seminario I Quaderni operativi per la didattica della Frontiera Adriatica: opportunità di didattica immersiva, incontro organizzato dal Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione Mim e coordinato dal dirigente tecnico dott.ssa Caterina Spezzano, ha trovato collocazione l’intervento di presentazione dei Quaderni operativi La Frontiera Adriatica. Il Novecento e il confine orientale, dedicati alle scuole secondarie di primo grado e di secondo grado.

Grazie a questa opportunità, il tema della Frontiera adriatica ha raggiunto il mondo della scuola in modo diretto e concreto: sono state presentate attività didattiche, indicate fonti bibliografiche e suggerite strategie operative da implementare “sul campo”.

La conferenza ha avuto luogo mercoledì 20 marzo nella Sala Seminario S9 della Palazzina Lorenese presso Fortezza da Basso di Firenze e ha visto la presenza della dott.ssa Caterina Spezzano e delle relatrici-coautrici dei Quaderni, prof.ssa Maria D’Urzo (per il Quaderno del Primo ciclo) e prof.ssa Rossella Zanni (per il Quaderno del Secondo ciclo). Presente in sala anche il noto storico Lorenzo Salimbeni.

Dopo l’iniziale saluto della dott.ssa Spezzano cha ha portato anche i saluti della dott.ssa Carmela Palumbo, è intervenuta la dott.ssa Silvia Fabris, Responsabile dello Sviluppo Programmi Didattici di M9 – Museo del ’900, presentando, attraverso un video coinvolgente, la mostra temporanea al Museo M9 La Frontiera Adriatica.

I docenti e dirigenti presenti, provenienti da varie parti d’Italia, hanno quindi ascoltato la presentazione dei Quaderni, strumenti operativi flessibili e adattabili a qualsiasi realtà didattica, ne hanno compreso la genesi e le finalità, e hanno potuto anche constatare con i propri occhi come alcune delle attività didattiche proposte sono state realizzate in vari istituti.

Quaderno operativo per la Scuola Secondaria Primo Grado

di Maria D’Urzo

Il Quaderno didattico delle Scuole Secondarie di Primo Grado, realizzato con la supervisione del comitato tecnico scientifico, composto da studiosi di alto calibro, quali Giovanni Cerchia, Gianni Oliva, Giuseppe Parlato, Raoul Pupo, Davide Rossi e Andrea Ungari, è stato il frutto di una collaborazione fra tre docenti provenienti dal nord al sud d’Italia: Alessandro Bonaciti, friulano, Barbara Sturmar, giuliana, e Maria D’Urzo, calabrese. Tale gruppo di lavoro è nato grazie all’opportunità data dal MIM di frequentare il corso di alta formazione estiva Le vicende del confine orientale e il mondo della scuola, iniziativa rientrante tra i numerosi incontri regionali e nazionali, realizzati a partire dall’anno scolastico 2009-2010 dal ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con le Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati. L’idea alla base delle attività promosse dal Mim ha come principio quello di diffondere, su tutto il territorio nazionale, la conoscenza di una parte di storia che a lungo è stata, ingiustamente, ritenuta una vicenda che interessava solo la parte dell’Italia più prossima al confine orientale. Tali incontri, oltre a consentire la possibilità di approfondire questa complessa parte della storia italiana, hanno offerto anche la grande opportunità a docenti e dirigenti di confrontarsi con colleghi provenienti da tutte le parti del Paese sulle diverse pratiche educative messe in atto da ciascuno, creando così una rete di rapporti estremamente proficua dal punto di vista professionale.

Tra le varie iniziative nate in seno a queste attività, si segnala la formazione della rete di scuole “Giorno del ricordo”, creata nel febbraio del 2024 e il cui Istituto capofila è l’I.C. «Città dei Bambini» di Mentana, una delegazione del quale ha preso parte al seminario tenutosi a Didacta.

Soffermandosi nello specifico sul Quaderno didattico della scuola secondaria di I grado, si evidenzia come si sia volutamente fatto ricorso ad uno stile di scrittura che fosse il più possibile diretto, riproponendo quasi le modalità tipiche di una lezione partecipata. Per cui, dopo avere dato i dovuti chiarimenti lessicali, in merito alla differenza tra confine e frontiera, si è deciso di partire con una serie di domande che restituissero la logica della narrazione e la ricerca di senso. La risposta al primo quesito, su cosa sia la Frontiera adriatica, consente subito a chi legge di avere una chiara indicazione dell’area geografica oggetto di studio: «la zona che dalla Valle dell’Isonzo e dal Golfo di Trieste scende lungo la sponda orientale del mare Adriatico fino alle Bocche di Cattaro; comprende la costa, le isole e l’immediato retroterra, delimitato dapprima dal Carso e poi dal crinale delle Alpi Bebie e Dinariche». Come tutte le terre di frontiera, quella adriatica è un’area di “sovrapposizione” fra “periferie” di mondi contigui, ossia realtà culturali nel senso più ampio del termine: mondo latino, germanico e slavo, con alcune importanti presenze ungheresi.

Tipica terra di frontiera è l’Ucraina, che deve il suo nome proprio alla sua posizione, infatti nelle lingue slave il termine kraijna indica appunto un’area frontaliera. Proprio per questo, quella che noi chiamiamo Venezia Giulia, nella versione slovena e croata è stata spesso chiamata Julijska Kraijna.

Il segno distintivo di ogni area di frontiera sono gli incroci fra genti, lingue, religioni e culture. Questi incroci in alcuni casi possono arricchire la società in termini economici e culturali, in altri invece finiscono per innescare conflitti anche terribili. Così è accaduto sulla Frontiera adriatica, infatti il XVIII e la prima metà del XIX secolo sono stati il periodo d’oro della tolleranza e del cosmopolitismo, mentre nel XX secolo sono stati purtroppo prevalenti i momenti di intolleranza e di conflitto.

Il secondo quesito posto nel Quaderno riguarda il motivo per il quale studiare la Frontiera adriatica. La risposta, ossia il fatto che essa costituisca un’ottima occasione per cominciare a fare i conti con realtà complesse, ci riporta alla necessità di avvicinare i ragazzi alla complessità dei problemi, rifuggendo dalle semplificazioni, che sono sempre fonte di fraintendimenti.

Quaderno operativo per la scuola secondaria secondo Ciclo

di Rossella Zanni

La mia presentazione del Quaderno del Secondo Ciclo, tenutasi in occasione della Fiera Didacta, opera di cui sono co-autrice insieme alle prof.sse Barbara Mocibob e Simona Nicolosi, ha visto come momento iniziale una riflessione su alcune “parole chiave” che hanno guidato la creazione delle attività didattiche e gli “obiettivi” ad esse collegati.

Storia condivisa”: far conoscere gli eventi storici della Frontiera orientale, all’interno del più ampio contesto del Novecento, ma anche connessi al periodo precedente e successivo; Analizzare e comprendere cause e conseguenze degli eventi storici; Ricostruire la vita e le azioni di personaggi storici; Creare connessione tra la Storia lontana e quella del proprio territorio; Raccontare storie individuali su cui si riflette la Storia dei grandi; Ascoltare e contestualizzare testimonianze; Creare connessione tra la storia passata e la storia presente; Fare memoria del passato per comprendere il presente e guidare il futuro.

Luoghi”: mettere in relazione aree geografiche apparentemente lontane, ma legate da una storia comune; Conoscere i luoghi e i loro nomi, di ieri e di oggi (toponomastica, odonomastica); Scoprire e approfondire il patrimonio culturale e le tradizioni comuni in aree apparentemente lontane; Scoprire, approfondire, visitare i Luoghi del Ricordo; Approfondire le caratteristiche di territori e paesaggi per capire meglio gli eventi storici;  Approfondire il senso identitario dei popoli, i loro movimenti, i rapporti tra le culture.

Ricerca storica e fonti”: Favorire la ricerca storica e l’utilizzo di fonti primarie (documenti di archivio, foto…); Mettere a confronto fonti primarie e secondarie; Mettere a confronto fonti secondarie tra loro (ad es. articoli di giornale che riferiscono riguardo a eventi storici)

Idee, parole, lingue”: Sviluppare rigore nell’utilizzo di un linguaggio specifico; Ricercare l’origine etimologica dei termini, comprenderne il significato anche in relazione al contesto in cui sono nati; Conoscere e approfondire le caratteristiche delle lingue parlate nei territori della Frontiera orientale; Analizzare e confrontare articoli di giornale, saggi, testi argomentativi; Far comprendere come la scelta dell’utilizzo di un termine possa essere motivo di rivendicazione, crei senso di appartenenza a una cultura, crei legami con la propria storia e identità.

Una seconda riflessione nel mio intervento ha riguardato “l’approccio e le scelte metodologiche” che prevedono le attività didattiche proposte: si tratta di una didattica esperienziale, innovativa e laboratoriale, che procede per problemi e risoluzioni, che mira a coinvolgere il discente in modo attivo, ad esempio attraverso il cooperative learning, il problem solving e il role playing.

La “ricostruzione storica” sulla base di fonti, la periodizzazione, la contestualizzazione, la problematizzazione e la comparazione rappresentano poi un fondamentale e imprescindibile aspetto dell’approccio storico.

L’“apprendimento” che si realizza attraverso le attività dei Quaderni risulta particolarmente efficace perché avviene in gruppo e quindi stimola il confronto continuo tra pari, sotto la guida del docente, rende gli studenti protagonisti nel momento in cui, ad esempio, scrivono testi, relazioni, creano dialoghi e scene drammatizzate, operano scelte nelle forme e contenuti, e ogni studente viene valorizzato perché scopre e mette a frutto le sue capacità e i suoi talenti, ricopre un ruolo specifico nel gruppo, contribuisce attivamente alla creazione di un prodotto.

Molteplici sono gli “obiettivi trasversali” che si raggiungono, tra cui, in primis, un utilizzo corretto di termini in ambito storico e culturale e la capacità di creare collegamenti tra discipline (approccio multidisciplinare), individuando diverse prospettive. Tutte “le competenze chiave europee” vengono inoltre sviluppate attraverso la realizzazione delle attività didattiche proposte.

Attraverso la proiezione di qualche video relativo a scene di spettacoli teatrali, come ad esempio la tavola rotonda con un’intervista ai personaggi storici, o a letture drammatizzate,  proposte di analisi critica di documenti storici, attività legate alla presenza della Serenissima Repubblica di Venezia in Istria e Dalmazia, ma anche attraverso la presentazione di prodotti concreti realizzati quali segnalibri che riportano poesie di esuli, locandine disegnate dagli studenti, foto che ricordano viaggi compiuti nei luoghi del Ricordo, ho voluto sottolineare come queste attività siano effettivamente possibili e realizzabili e permettano di avvicinare il mondo della scuola e i giovani sempre più a una storia per troppo tempo dimenticata e ancora troppo spesso taciuta. La conoscenza si trasforma così in esperienza concreta e l’esperienza diventa competenza per realizzare una cittadinanza attiva e responsabile.

Il messaggio con cui si conclude la performance teatrale Dalla Strage di Vergarolla al treno della vergogna: dopo la sofferenza una nuova vita, costruita e portata in scena dai miei studenti del progetto Giorno del Ricordo, mi pare assai significativo perché indica il raggiungimento di una consapevolezza da parte dei ragazzi, avvenuto proprio grazie alle attività didattiche realizzate: «Dobbiamo conoscere e approfondire la nostra storia in modo che non ci siano degli equivoci e ogni uomo non diventi nemico di un altro uomo senza conoscerlo. Questo deve essere il nostro impegno».

A noi docenti quindi spetta il compito di far comprendere ai nostri studenti e nella scuola come sia importante radicare nel presente la memoria delle proprie radici, per comprendere il tempo attuale, per non perdere la propria identità, per compiere scelte consapevoli e costruire un futuro di tolleranza e di pace. Speriamo che i quaderni operativi possano rappresentare un piccolo stimolo e un aiuto in questa avventura.

Barbara Sturmar al Salone Internazionale del Libro di Torino

di Barbara Sturmar

Il 12 maggio 2024, in occasione della XXXVI edizione del Salone del Libro di Torino, sono stati presentati i Quaderni Didattici (scaricabili al link: https://www.scuolaeconfineorientale.it/2024/quaderni.php) all’interno del Programma del Ministero dell’Istruzione e del Merito. 

Fig. 3, Torino, Elena Depetroni, Barbara Sturmar, Caterina Spezzano, Carlo e Andrea Mazzanti al Salone internazionale del Libro di Torino, alla fine della presentazione

L’iniziativa intitolata La Frontiera Adriatica. Il Novecento e il confine orientale, coordinata dal Dirigente Tecnico del Mim Caterina Spezzano e dalla prof.ssa Maria Elena Depetroni, inserita nel panel dedicato alle Esperienze di didattica immersiva: i meta liber, si è svolta nel Padiglione Ovale, presso lo Spazio Mim.

Dopo una breve introduzione sulla didattica immersiva, intesa quale strategia finalizzata all’apprendimento, basata su tecnologie a elevato valore aggiunto, che forniscono un maggior grado di coinvolgimento degli studenti, con ambienti e contenuti che replicano gli scenari di vita reale e favoriscono una maggiore proattività nei percorsi di insegnamento, si è passati ai Meta Liber. Nel suo intervento l’editore Andrea Mazzanti ha spiegato che si tratta di un nuovo sistema di pubblicazione, che consente al lettore di fruire sia di un “classico” libro a stampa, sia mediante un’apposita app gratuita (Ml) di ulteriori contenuti che permettono di usufruire di diverse funzioni: ascoltare gratuitamente l’audiolibro letto e registrato dallo stesso autore; vedere immagini, fruire di approfondimenti dal web e altre novità che dipendono dalla tipologia del libro, infine inserire continui aggiornamenti e implementazioni.

La responsabile dello sviluppo dei programmi didattici, Silvia Fabris, ha illustrato le novità dell’M9, Museo del ’900 di Mestre, che appartiene a una nuova generazione di musei, dove si racconta in modo avvincente il Secolo breve: in questa sede viene proposta la storia attraverso le piccole e le grandi trasformazioni degli ultimi decenni in maniera immersiva, dalla vita quotidiana ai grandi cambiamenti sociali, economici, ambientali e culturali del nostro Paese. Per meglio illustrare le diverse sezioni, sono a diposizione tecnologie avanzate e installazioni immersive, al servizio della narrazione per far conoscere il passato, comprendere il presente e immaginare il futuro.

L’M9 è strutturato su due piani, con oltre 60 installazioni nelle otto sezioni tematiche, indipendenti e interconnesse intitolate: Come eravamo, Come siamo, The Italian Way of life, Soldi soldi soldi, La corsa al progresso, Guardiamoci intorno, Res-Publica, Fare gli Italiani e Per farci riconoscere. Ogni sezione si apre con un’installazione coinvolgente e immersiva, una porta d’accesso per guardare il Novecento da prospettive sempre diverse; non c’è un unico percorso obbligato, ma ogni visitatore può decidere da dove cominciare, cosa guardare e quali argomenti approfondire.

L’M9 Education propone dall’anno scolastico 2023-24 un nuovo percorso didattico realizzato in collaborazione con il Gruppo di lavoro Mim – Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati e il sostegno dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati. Si tratta de La Frontiera Adriatica. Laboratorio di contemporaneità: una complessa vicenda del Novecento europeo, una storia a lungo dimenticata, di famiglie a cavallo fra mondi diversi, di comunità spezzate e ricomposte, di lingue negate e di resistenze, di italiani che hanno scelto due volte l’Italia, che hanno vissuto e patito l’esodo giuliano-dalmata a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale. Si narra la storia di circa 250 mila persone costrette ad abbandonare le proprie case e le proprie terre, al confine orientale con l’Italia. L’esposizione inaugurata alla fine del 2023 prevede due sezioni: una, a carattere permanente, che illustra sinteticamente le vicende della Frontiera adriatica nel corso del ‘900 e un’altra, a carattere temporaneo e monografico, che offre periodicamente una serie di installazioni dedicate all’approfondimento di un argomento specifico; alla fine del percorso è prevista un’attività didattica conclusiva: la realizzazione della Valigia di memorie (anche per gruppi misti). Dall’allestimento museale all’organizzazione delle mostre e di eventi più stratificati per spiegare la complessità della Frontiera adriatica al mondo della scuola, ci si è avvalsi dell’ausilio delle Linee Guida per la Didattica: uno strumento indispensabile, già citato, che fornisce le indicazioni generali su come affrontare tale delicata materia.

Da questo punto di vista, sussiste una certa complementarietà con i Quaderni operativi, La Frontiera Adriatica. Il Novecento e il confine orientale, che ho presentato in questa sede, poiché anch’essi fanno riferimento alla parte teorica delle Linee guida e propongono attività operative e metodologiche fruibili dagli insegnanti dei diversi ordini di scuola, anche in maniera interdisciplinare.

I contenuti dei volumi, come già illustrato, mirano a raccontare la storia della frontiera, intesa quale complessità, perciò studiare la storia della Frontiera adriatica costituisce un’ottima occasione per cominciare a fare i conti con realtà complesse (storiche e umane), scoprendo che bisogna lasciar perdere le semplificazioni e le banalizzazioni, che sembrano scorciatoie e invece causano continui equivoci. In questo modo si comprende che la Storia nasce dalle domande che il presente pone al passato: nelle fonti si deve cercare una risposta a queste domande, non una conferma di ciò che si pensa.

Alcune indicazioni etimologiche spiegano la differenza tra “ricordo” e “memoria”, la prima è soggettiva, infatti nella sua pluralità di declinazioni risuona il primo passo per superare pregiudizi, promuovere lo spirito di cambiamento e miglioramento delle relazioni. “Ricordo” richiama nel presente del cuore e del sentimento qualcosa che non è più nella sua forma originale, è la possibilità di consultare il passato, di interrogarlo, per capire ed essere capaci di cura e di responsabilità nel presente e nel futuro. Tutto ciò serve per tenere alta la consapevolezza di chi siamo, da dove veniamo e dove abbiamo la possibilità di spingerci.

Nelle pagine del Quaderno per la scuola secondaria di primo grado, la Frontiera adriatica viene proposta a docenti e studenti con modalità coinvolgenti e un apparato ricco di attività didattiche diverse tra loro, ma tutte molto efficaci (dall’analisi testuale della poesia Altro è quel mare di Lina Galli, alle proposte di approfondimento laboratoriale sullo spettacolo Magazzino 18 di Simone Cristicchi).

Nel complesso i testi permettono di affrontare lo studio di questo capitolo trascurato della storia come laboratorio di cittadinanza e di contemporaneità, favorendo la conoscenza di un’area ricca di cultura, tradizioni e arte, privilegiando un approccio interdisciplinare, con una serie di attività interattive.

Nel Quaderno per la Scuola Secondaria di secondo ciclo la precipua attenzione ai diversi indirizzi di studio permette specifici approfondimenti tematici (personaggi illustri, musica tradizionale, narrativa popolare, lingua e dialetti). Nel volume si trovano parti testuali con le tappe fondamentali della storia del Novecento, carte geo-storiche esplicative, documenti, articoli di giornale, indicazione di obiettivi, proposte operative, tempistiche, percorsi multidisciplinari, risorse (libri, siti web, video, materiali online…). Le proposte operative, che permettono agli studenti di comprendere i cambiamenti socio-politici, variano dal ruolo del Mare Adriatico e delle sue genti nell’ultimo secolo, all’indagine storiografica e critico letteraria delle leggende istriane, allo studio sugli stili distintivi e le influenze culturali della moda tradizionale.

In conclusione, citando le riflessioni di Claudio Magris (1939) in L’infinito viaggiare, si può sostenere che l’approccio innovativo dei Quaderni operativi permette di «oltrepassare le frontiere; anche amarle – in quanto definiscono una realtà, un’individualità, le danno forma, salvandola dall’indistinto». L’esperienza della frontiera orientale, con le sue fratture, i suoi dolori e le sue stratificazioni culturali, insegna che i confini non sono solo linee sulla mappa, ma luoghi della memoria, della complessità e dell’incontro. L’approccio dei Quaderni invita a superare la logica rigida del confine come barriera, riconoscendo il valore simbolico e identitario, da attraversare e riattraversare, dove si viaggia «non per arrivare ma per viaggiare». La frontiera, allora, può diventare spazio di passaggio consapevole (in senso fisico e in una più ampia prospettiva temporale), dove il passato non è un peso che immobilizza, ma una chiave per comprendere, dialogare e costruire una cittadinanza più aperta, critica e umana.