
L’iniziativa promossa dall’Irsrec FVG, finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ha coinvolto l’istituto scolastico in cui ho prestato servizio negli anni scolastici 2023-2025 in qualità di partner del progetto “La ribellione di Trieste”. L’istituto, l’I.T.S. Deledda-Fabiani di Trieste, ha messo a disposizione le competenze di due docenti dell’indirizzo di Grafica e Comunicazione per collaborare attivamente al progetto. Prima di esaminare nel dettaglio le specifiche competenze dei due docenti, è opportuno presentare le caratteristiche di tale indirizzo.
Gli studenti di Grafica e Comunicazione sviluppano competenze tecniche e creative, tra cui progettazione grafica, uso di software Adobe, stampa, fotografia, comunicazione visiva, web design, video editing, marketing e gestione di progetti. Queste competenze li preparano per il lavoro e l’università. La scuola ha coinvolto una classe quarta e una classe quinta: la prima relativamente agli aspetti tecnico-grafici di un progetto di tale portata, la seconda con approfondimenti storici e l’impiego di due studenti volontari per una collaborazione attiva con il team di lavoro messo in campo dall’Irsrec FVG e i professionisti di Divulgando Srl, azienda preposta alla realizzazione del portale.
I docenti messi in campo dall’istituto sono stati Iolanda Tania Zangrillo e Massimo Sgambati: la prima, docente con cattedra di ruolo su materia di indirizzo Progettazione grafica e il sottoscritto, Massimo Sgambati, docente di Lettere e storia laureato in Storia contemporanea. Le competenze dei due docenti sono quindi state pensate per essere complementari e in grado di trasmettere agli studenti una serie di conoscenze e abilità trasversali tali da facilitare e rendere efficiente la loro partecipazione al progetto.
1. L’impegno tra scuola ed Esame di Stato
L’attività ha previsto una doppia progettualità: oltre a quella realizzata dall’Irsrec, si è aggiunta la burocrazia scolastica che ha richiesto una progettualità didattica in classe e una personalizzata e individualizzata per i due studenti volontari. Mentre la prima è stata realizzata sfruttando l’esperienza dei docenti, la seconda ha dovuto essere sviluppata in modo empirico. I primi incontri con docenti e studenti sono stati pianificati nel mese di marzo e il progetto si è concluso poco prima della mostra presso la Biblioteca Statale Stelio Crise di Trieste in autunno. Questa sequenza temporale, che a prima vista può sembrare lineare, non lo è se si considera che entrambi gli autori erano impegnati con l’Esame di Stato tra giugno e luglio. Questa situazione ha richiesto una progettazione scolastica compresa tra marzo e maggio del 2024, una pausa di circa un mese durante le prove d’esame e il completamento del lavoro iniziato durante i mesi estivi, ormai liberi da qualsiasi vincolo didattico. I due momenti distinti hanno permesso agli studenti di interagire con il soggetto capofila, l’Irsrec, e i partner del progetto inizialmente con le formalità e l’atteggiamento tipicamente richiesti a degli studenti, per poi passare gradualmente a una maggiore autonomia. Proprio nei mesi estivi, Pietro Donati, che si è occupato principalmente di sceneggiatura e bozze, ed Emma Furlan, colei che ha dato forma definitiva alla graphic novel, hanno applicato le competenze sviluppate durante la loro carriera scolastica e hanno avuto l’opportunità di crearne di nuove in un contesto di realtà sicuramente più stimolante alla luce dei loro specifici interessi e inclinazioni.
Di fatto, l’esperienza che si è configurata come attività Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento)[1] ha permesso agli studenti di sperimentare e coltivare in modo diretto interessi specifici che ben collimavano con il progetto, oltre a permettere loro di approfondire una tematica presente tra le attività didattiche svolte in classe. La ricaduta è stata duplice: individuale e collettiva. Nel primo caso entrambi gli autori hanno rafforzato una scelta già ben radicata nelle loro menti, quella di intraprendere un percorso post-diploma in linea con gli studi e, nel caso di Pietro Donati, proprio nel settore del fumetto. La ricaduta sul gruppo classe si è rivelata importante, ancora prima della pubblicazione del portale e dell’allestimento della mostra, in quanto le conoscenze e il processo creativo sono stati più volte condivisi con compagne e compagni incentivando lo scambio tra pari, favorendo così il processo di apprendimento dell’intero gruppo classe.
3. L’impegno extra-scolastico
L’Esame di Stato, che ha visto entrambi gli studenti discutere del progetto di fronte alla commissione d’esame, ha segnato anche una nuova fase di lavoro. Gli studenti, ormai diplomati e liberi formalmente da qualsiasi vincolo, hanno continuato a collaborare assumendo via via un atteggiamento e un’autonomia sempre più vicini a quella del lavoratore autonomo rispetto a quelli di uno studente. Anche i docenti hanno continuato a collaborare attivamente e il loro ruolo è diventato sempre meno invasivo a favore di una maggiore autonomia operativa. Questo impegno era ulteriormente gravato dalle necessità legate ai percorsi post-diploma che, in entrambi i casi, richiedevano un trasferimento fuori sede. Infatti, le ultime fasi di perfezionamento dei materiali da inserire in mostra, come bozzetti e stampe di prova per l’allestimento, e il lungo lavoro di adattamento del fumetto nella sua versione cartacea hanno visto una collaborazione solo parzialmente in presenza fisica, con la maggior parte degli incontri svoltisi online affiancati da un fitto scambio di e-mail[2].
3. La scelta del formato
Un primo ed essenziale contributo al progetto, indicativo dell’apporto dato da Emma e Pietro riguarda la scelta del formato. Quale forma dare ad un fumetto? La risposta più semplice, ovvero quella del classico A5 o A6, non avrebbe tenuto conto del medium scelto per il progetto: un portale web accessibile e utilizzabile, soprattutto dalle generazioni più giovani, anche da smartphone.
Proprio la riflessione e il confronto all’interno del team hanno fatto maturare la scelta di un formato per il WEB, quello della web-comic, e uno per il prodotto cartaceo. Se il secondo formato, quello classico su carta, non necessita di alcuna spiegazione, il primo invece merita un approfondimento.
Una web-comic è un fumetto digitale pubblicato e distribuito online. A differenza dei fumetti tradizionali stampati su carta, l’online sfrutta le potenzialità del web per raggiungere un pubblico globale. Possono essere visualizzate su siti web, blog, piattaforme social e app dedicate. Si distinguono per la loro flessibilità: possono variare nel formato, dal classico layout a vignette sequenziali fino a lunghi scroll verticali, particolarmente adatti per la lettura su dispositivi mobili. Questo formato consente anche l’integrazione di elementi interattivi o multimediali, come animazioni o effetti sonori.
Gli autori di web-comic possono pubblicare in modo indipendente, senza il bisogno di editori tradizionali, favorendo una grande varietà di stili, generi e tematiche. Questo ha contribuito alla nascita di numerose opere innovative che spesso non troverebbero spazio nei canali editoriali tradizionali.
La proposta, da parte degli autori, di utilizzare questo nuovo e attuale formato è stata oggetto di discussione all’interno del team di lavoro ed è stata approvata in seguito alla presentazione di una bozza e del suo relativo inserimento nell’architettura WordPress utilizzata per la costruzione del portale. Tale situazione, creatasi naturalmente come sovente accade in qualsiasi situazione lavorativa, si è dimostrata occasione di crescita e profonda riflessione da parte degli studenti e del sottoscritto: si passava da una situazione didattica nella quale si progettavano compiti di realtà a una proposta che doveva essere sostenuta non solo con bozzetti, ma anche con strumenti argomentativi in grado di convincere il resto del team, a digiuno di tali tendenze grafico-narrative, della bontà della proposta. La prova, come si può notare dal prodotto finale, è stata superata brillantemente anche grazie alla volontà del team di lavoro, guidato dal prof. Pupo, di porsi, nei confronti dei due autori, come facilitatori per quel che concerne la forma e consulenti storici per quanto riguarda i contenuti e i dettagli.
4. La collaborazione con gli storici
La realizzazione del prodotto grafico ha offerto agli studenti coinvolti, e in modo indiretto ai loro compagni, l’opportunità di capire quanto sia essenziale la conoscenza degli eventi storici e un confronto attivo con essi per creare un contenuto adeguatamente adattato al pubblico di riferimento, ovvero le studentesse e gli studenti del I ciclo. Il sottoscritto ha mediato il rapporto con gli storici e, oltre a fornire una bibliografia essenziale e una prima versione dei testi che sarebbero stati inseriti nel portale web, ha permesso loro di approcciarsi ai materiali forniti e, oltre a guidandoli attraverso tipologie testuali e argomenti non ancora affrontati direttamente in classe, li ha gradualmente accompagnati nella gestione autonoma del rapporto con gli specialisti.
Particolare attenzione merita la ricerca e l’analisi fotografica supportata dal dott. Lorenzo Ielen dell’Irsrec FVG: un lavoro di ricerca bibliografica e d’archivio (in archivi pubblici e privati) e collezioni private che ha posto gli autori di fronte ad un lavoro per loro parzialmente inedito. L’analisi della fonte iconografica è abbastanza radicata e presente nella didattica della storia, ma in questo specifico caso la richiesta era decisamente più complessa: l’analisi fotografica richiedeva un esame del costume dell’epoca e li metteva di fronte alla grande sfida di creare una narrazione visiva a partire da eventi realmente accaduti e documentati da importanti fotografi triestini come Borsatti e Magajna, oltre a cittadini anonimi testimoni, con le loro fotocamere, degli eventi. Oltre a tale significativa difficoltà progettuale, si è anche aggiunto un dubbio apparentemente banale: come rappresentare correttamente i colori partendo da fonti in scala di grigi? Proprio su tale questione il confronto è stato essenziale per poter accompagnare i ragazzi a trovare una soluzione di compromesso tra la realtà storica, per ovvi motivi prevalente, e i limiti dello strumento digitale scelto per la realizzazione dell’elaborato. La scelta è ricaduta quindi su una palette di colori che tenesse conto del target, della leggibilità e, soprattutto, degli eventi storici narrati.

5. In classe con la “Ribellione di Trieste”
Aver partecipato attivamente al progetto e aver avuto l’opportunità di seguire le fasi operative e le criticità emerse mi hanno permesso di utilizzare fin da subito e sperimentare un approccio didattico complesso e strutturato con le mie classi. Il testo che segue è il risultato dell’esperienza maturata con una quinta classe di un istituto tecnico, ma bene si presta nei suoi tratti essenziali ad essere declinata per la Scuola secondaria di I grado oltre che per attività ascrivibili al curricolo di Educazione civica.
Il modello didattico utilizzato è quello della flipped classroom: la scelta di tale approccio coincide con la natura stessa della web-comic, nata per essere fruita da smartphone come un qualsiasi contenuto social e che ben si prestava come consegna anticipatoria delle vicende del territorio giuliano tra il ’53 e il ’54.
La flipped classroom, o classe capovolta, è un modello didattico in cui lo studio dei contenuti avviene a casa attraverso video, testi o materiali digitali, mentre il tempo in classe viene riservato ad attività pratiche, esercitazioni, discussioni e lavori di gruppo. In questo modo la lezione non è più incentrata sulla spiegazione frontale del docente, bensì sulla partecipazione attiva degli studenti, che possono applicare e approfondire ciò che hanno già esplorato individualmente. Dopo una lezione introduttiva dialogata sulla Trieste amministrata dagli alleati dopo la Seconda guerra mondiale, che nel caso specifico è stata realizzata tramite un’uscita didattica (sui luoghi della ribellione, ovvero le targhe apposte per i civili rimasti uccisi tra Piazza Sant’Antonio e Piazza dell’Unità d’Italia; potrebbe tuttavia essere anche gestita in classe attraverso l’utilizzo di immagini o cinegiornali dell’epoca) ho illustrato la struttura del sito, con particolare attenzione al ruolo dei tre “livelli” e assegnando la lettura/navigazione del “Livello I” per i giorni successivi.
Il primo livello corrisponde di fatto al fumetto e ha permesso nella lezione successiva, di due ore, di fare una discussione guidata cercando di fissare la successione cronologica degli eventi, chiarire e contestualizzare i termini difficili e individuare personaggi principali della storia analizzando in modo critico le scelte grafiche: palette e intensità dei colori, scelte stilistiche, adattamento da documentazione fotografica scelta, ecc.
Dopo aver definito e scelto i personaggi principali, è stata condotta un’attività di apprendimento cooperativo. Questa attività è stata organizzata in quattro ore di lezione in classe con l’obiettivo di creare in gruppo una breve presentazione biografica dei personaggi, collegata al contributo che ciascuno ha dato in relazione agli eventi legati alla “ribellione” di Trieste, utilizzando liberamente il livello III del portale.
La classe, composta da 16 tra studentesse e studenti, è stata divisa in cinque piccoli gruppi (quattro da tre elementi e uno da quattro) e ad ognuno è stata assegnata una coppia di personaggi. Le scelte sono state fatte, per motivi didattici, seguendo regole ben precise: alcuni personaggi già introdotti dall’insegnante sono stati esclusi dalla possibile selezione, ovvero Tito, Churchill ed Eisenhower, per evitare che la ricerca si allontanasse troppo su questioni più ampie rispetto agli eventi triestini. Ogni coppia aveva la possibilità di scegliere uno dei seguenti personaggi: il Sindaco di Trieste Gianni Bartoli, il diplomatico Diego De Castro, il Generale Edmondo De Renzi, il Vescovo Antonio Santin, il Comandante del Gma Thomas John Willoughby Winterton e il Presidente del Consiglio italiano Mario Scelba. Fatta eccezione per il comandante britannico, la scelta è ricaduta su personaggi italiani noti per favorire e aumentare le possibilità di successo nella fase di ricerca storica. È stata inoltre lasciata la possibilità di completare la coppia di personaggi liberamente, in modo da permettere alle studentesse e agli studenti con competenze linguistiche adeguate (in classe era presente uno studente bilingue appartenente alla minoranza slovena di Trieste) di esplorare i personaggi appartenenti allo schieramento della Repubblica Federativa Jugoslava, opportunità che purtroppo, in questo caso specifico, non si è concretizzata.
Nelle ultime due ore di lezione previste si è proceduto alla restituzione e a una fase di debriefing. Nella prima fase, quella di restituzione, oltre alla presentazione frontale da parte del gruppo è stata inserita un breve fase chiamata question time nella quale il resto della classe poteva porre domande specifiche sul contenuto e/o dare feedback argomentati sulle scelte fatte dai singoli gruppi. Al termine della lezione è stato invece il docente a prendere la parola, avviando così la fase di debriefing stimolando la riflessione meta-cognitiva, per segnalare criticità e soprattutto gli aspetti positivi ed efficaci della ricerca storica effettuata dai discenti.
Al termine dell’attività didattica, la valutazione è stata condotta utilizzando la rubrica valutativa co-costruita con gli studenti all’inizio del percorso. È stata menzionata la possibilità, su base volontaria, di affrontare anche la sezione ludica del portale. La decisione di non utilizzarla direttamente in classe è stata influenzata da un fattore significativo: la scuola frequentata dagli studenti dispone di una ludoteca scolastica dove studentesse e studenti possono incontrarsi, durante l’orario extra-scolastico, per testare giochi da tavolo e di ruolo forniti dalla scuola, luogo ideale per stimolare autonomia e formare il cosiddetto cerchio magico definito dallo storico olandese Huizinga[3].

6. Una proposta didattica
Quanto descritto fino ad ora è stata l’esperienza diretta di chi ha avuto l’opportunità, oltre che il privilegio, di lavorare fin da subito alla realizzazione del portale, quindi un’esperienza simile o vicina a quella letta è difficilmente replicabile in classe. Da qui l’idea di proporre una bozza di attività in grado di facilitare e guidare i colleghi nella pianificazione di un’attività in classe. Nel progettare un’attività ho scelto di pensarla per una scuola secondaria di I grado, permettendo così una maggiore flessibilità di applicazione tra gli ordini di scuola. L’attività è stata pensata per l’insegnamento della Storia, ma ben si presta ad essere adattata/declinata per l’insegnamento dell’Educazione civica e in collaborazione con altre discipline.
Il testo di riferimento utilizzato per la progettazione è il testo di Elena Garroni “Nella Storia con gli albi illustrati” edito da Sanoma[4], pensato per stimolare la comprensione e lo studio del secolo breve, quindi un ottimo database dal quale attingere per trovare strategie o semplicemente contributi didattici pronti all’utilizzo. Per l’attività proposta, si è deciso di replicare parzialmente la struttura impostata dall’autrice e integrarla con il modello EAS (Episodio di Apprendimento Situato)[5] che si dimostra in grado di valorizzare e sfruttare al meglio il materiale a disposizione. La modalità EAS è strutturata in tre fasi:
- Fase preparatoria (2 ore)
Video Stimolo; definizione degli obiettivi didattici e co-costruzione della rubrica valutativa. - Fase operativa (4 ore)
Lettura della web-comic a gruppi in classe e navigazione sul portale; impostazione e creazione di un’infografica in gruppo e presentazione della stessa, corredata di diario di bordo; - Fase ristrutturativa (2 ore)
Discussione dialogata sulle infografiche, fissazione dei concetti e valutazione e autovalutazione finali.
Argomento e obiettivi
In questo percorso studentesse e studenti impareranno a:
- conoscere la questione di Trieste;
- esplorare un portale web (www.trieste1953-54.it);
- riflettere sulla realtà politica e sociale di Trieste;
- creare un’infografica con l’applicativo Canva (www.canva.com);
- utilizzare una rubrica di valutazione per il proprio lavoro e quello degli altri membri della classe.
Contestualizzazione storica
Prerequisito necessario per poter leggere in modo adeguato la web-comic è la comprensione degli eventi finali della Seconda guerra mondiale, con un focus sulle fasi finali del conflitto nell’area adriatica e il Trattato di Pace del 1947. La complessità dell’argomento potrebbe essere supportata da una linea del tempo in grado di fornire le coordinate essenziali per facilitare la comprensione dei contenuti più sfaccettati della storia.
- Fase preparatoria
Video Stimolo
Se nel volume della Garroni gli argomenti, e i relativi albi illustrati, permettono sempre di fornire una proposta cinematografica in grado di anticipare e declinare i contenuti storici attraverso i linguaggi specifici della settima arte, nel nostro caso la questione è più complessa. Si è scelto di valorizzare un altro progetto dell’IRSREC relativo alle peculiarità adriatiche raccontate nel progetto Il confine più lungo. Il video introduttivo presente nella homepage del sito www.confinepiulungo.it fa da apripista al progetto, mentre la sezione 2: Il Territorio Libero di Trieste, si concentra su contenuti musicali: La campana di San Giusto e Vola colomba. Una breve analisi e comparazione dei testi, alla luce delle prime informazioni elaborate, dovrebbero mettere le studentesse e gli studenti nelle condizioni di inquadrare sufficientemente la situazione politica giuliana.
Definizione obiettivi e co-costruzione
Gli obiettivi finali dell’azione didattica sono chiariti, opportunamente declinati sulle competenze dei discenti, al gruppo classe e si propone una rubrica valutativa che si discute assieme a studentesse e studenti, accettando proposte di modifica nel limiti concessi dal docente. Nella tabella riportata sotto, che prevede una valutazione in centesimi, i descrittori sono suscettibili di variazioni e/o aggiunte/integrazioni da parte dell’insegnante e/o della classe.
Indicatori | Avanzato (50-60) | Intermedio (35-49) | Base | Iniziale (10-24) |
Contributo alla discussione | Fornisce regolarmente idee utili quando partecipa alla discussione. Espone in modo chiaro le sue impressioni personali e le risposte alle richieste poste dal docente. | Di solito fornisce idee utili quando partecipa alla discussione. A volte deve essere guidato/a nell’esprimere le sue impressioni personali e le risposte alle richieste poste dal docente. | A volte fornisce idee utili quando partecipa alla discussione. Deve essere sollecitato/a o con domande e/o nell’esprimere le sue impressioni personali e le risposte alle richieste poste dal docente. | Raramente offre spunti utili quando partecipa alla discussione. Intervenire solo quando richiesto. |
Lavoro personale (quaderno o attività di scrittura e organizzatori grafici) | Le attività richieste mostrano competenze, sono complete, pertinenti, originali. La grafia è leggibile, il quaderno molto curato. | Le attività richieste sono in generale complete e pertinenti. La grafia è in generale abbastanza curata. | Le attività richieste sono a volte incomplete e svolte in modo un po’ frettoloso. La grafia e il quaderno sono solo parzialmente curati. | Le attività richieste sono spesso incomplete o mancano. La grafia è poco leggibile, il quaderno non è organizzato e curato. |
Griglia di valutazione complessiva
Indicatori | Avanzato (35-40) | Intermedio (25-34) | Base | Iniziale |
Correttezza nella forma | Non sono presenti errori grammaticali, ortografici e di sintassi. | Sono presenti pochi errori grammaticali, ortografici e di sintassi. | Sono presenti alcuni errori grammaticali, ortografici e di sintassi. | Sono presenti molti errori grammaticali, ortografici e di sintassi. |
Citazione delle fonti | Tutte le indicazioni sono state seguite e la presentazione è completa e ordinata. | Le indicazioni sono state in generale seguite. | Le indicazioni sono state parzialmente seguite e la presentazione non è completa. | Non sono state seguite le indicazioni. |
Rispetto delle consegne | Tutte le indicazioni sono state seguite e la presentazione è completa e ordinata. | Le indicazioni sono state in generale seguite. | Le indicazioni sono state parzialmente seguite e la presentazione non è completa. | Non sono state seguite le indicazioni. |
Presentazione grafica | La presentazione è curata, ordinata e mostra creatività e impegno. I dettagli sono curati, l’aspetto risulta gradevole e armonioso. | La presentazione è in generale curata e ordinata. L’aspetto risulta globalmente gradevole. | La presentazione è svolta in modo un po’ frettoloso e impreciso. | La presentazione non è curata, è disordinata e mostra poco impegno. |
Griglia di valutazione per l’infografica
2. Fase operativa
Attività con la web-comic
La ribellione di Trieste di Pietro Furlan e Emma Donati, 2024. La web-comic racconta la storia di due studenti alle prese con un compito in classe sul biennio 1953-1954. La storia di Trieste si dipana seguendo le vicende di un giornalista italiano e di una fotografa americana che collaborano durante i mesi più caldi della questione di Trieste, documentando gli eventi storici realmente accaduti. I personaggi storici e gli eventi sono rappresentati con accuratezza storica, permettendo all’opera di essere una prima porta di accesso alle conoscenze relative alla questione giuliana.
La lettura può essere quindi cominciata in gruppo per essere completata a casa; l’attività in classe procederà invitando studentesse e studenti a fare un esercizio di comparazione con i livelli I e II del portale, enfatizzando il ruolo dei personaggi storici presenti nel racconto.
Impostazione e realizzazione dell’infografica
Premettendo che la rappresentazione grafica di un evento storico non è qualcosa che si possa imparare a fare con un’unica attività in classe, ma è un’abilità che si acquisisce durante il percorso scolastico, il docente dovrà necessariamente adattarsi al contesto classe: potrà quindi ritenere adatta un’elaborazione semplice su carta come una vera e propria infografica digitale creata, ad esempio, con un webtool come Canva. In entrambi i casi, il ruolo del docente sarà quello di facilitatore ricordando a studentesse e studenti che la forma data all’elaborato deve far risaltare il contenuto storico e sarà l’occasione per rimarcare concetti quali la leggibilità del font, la composizione, il contrasto, magari avvalendosi della collaborazione di chi insegna Arte e Immagine.
In questa fase, l’insegnante si concentrerà sull’osservazione, utilizzando la rubrica sviluppata e concordata durante la fase preparatoria. Sarebbe opportuno organizzare il lavoro autonomo dei gruppi seguendo le indicazioni fornite dalla letteratura sull’apprendimento cooperativo.
Infine, le infografiche sono presentate alla classe permettendo ai compagni di intervenire e chiedere delucidazioni sulle scelte effettuate (sia per quanto riguarda i contenuti che la forma). In tale fase, l’osservazione del docente dovrebbe essere rivolta sia alle risposte fornite dal gruppo che presenta l’elaborato che alla qualità e alla pertinenza delle domande che dovessero emergere: tutti gli studenti hanno letto la web-comic e sono quindi, teoricamente, competenti sul tema.
3. Fase ristrutturativa
Riflessione, valutazione e autovalutazione
Nella fase ristrutturativa, il docente guida un momento di riflessione e di confronto critico sui prodotti realizzati dagli studenti, in questo caso le infografiche elaborate in gruppo. L’insegnante formula osservazioni mirate, valorizzando i punti di forza emersi e indicando eventuali aspetti da migliorare, con l’obiettivo di stimolare una consapevolezza meta-cognitiva. Successivamente, invita gli studenti a procedere con un’autovalutazione motivata e argomentata, utilizzando la rubrica valutativa fornita in precedenza, così da favorire la capacità di autovalutazione e la responsabilità nel proprio apprendimento.
Infine, il docente espone le proprie valutazioni, esplicitandone i criteri e mettendo in evidenza il processo che ha condotto al giudizio finale, per rendere trasparente il percorso valutativo e offrire spunti di crescita futura.
NOTE
[1] Dall’Anno Scolastico 2025-2026 la “Formazione Scuola Lavoro” ha sostituito i PCTO.
[2] È importante ricordare che entrambi gli studenti hanno vissuto la pandemia di Covid 19 e la Didattica a distanza (Dad), che hanno inevitabilmente portato allo sviluppo e al potenziamento della comunicazione a distanza.
[3] Definizione, tratta dal volume Homo Ludens, che indica una situazione separata dalla vita quotidiana, alla quale si partecipa volontariamente e nella quale valgono esclusivamente le regole del gioco.
[4] E. Garroni, Nella Storia con gli albi illustrati. Laboratori di didattica per studiare il Novecento, Sanoma, Milano 2023.
[5] P. C. Rivoltella, Fare didattica con gli EAS. Episodi di Apprendimento Situati. Scholé, Brescia 2024.