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Frontiera Adriatica

Le giornate triestine del seminario internazionale Holocaust as a Starting Point

Tra il 16 e il 18 febbraio 2026 si è svolta a Trieste la prima sessione del seminario internazionale Holocaust as a Starting Point (HSP), organizzato dal Mémorial de la Shoah di Parigi in collaborazione con l’Agenzia per l’Educazione e la formazione degli insegnanti (Etta, Croazia), l’Istituto nazionale Ferruccio Parri, il Dipartimento di studi umanistici dell’Università degli studi di Trieste (Units) e lo Zavod RS za šolstvo (Slovenia). Partner dell’iniziativa è stato anche l’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia (Irsrec FVG). Il corso è stato finanziato dalla Claims Conference e dal ministero delle Finanze della Repubblica federale tedesca. La seconda tappa del progetto HSP si terrà a Maribor, in Slovenia, dal 15 al 17 ottobre 2026.

La partecipazione a questi due cicli di seminari è riservata a docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, con priorità per gli insegnanti di storia. I candidati dovevano essere considerati “beginners”, ossia non aver già preso parte a corsi HSP né aver seguito percorsi formativi sulla Shoah, in Italia o all’estero, di durata superiore a un giorno. Le spese di pernottamento, vitto, visite e materiali didattici sono state interamente coperte dal Mémorial de la Shoah.

Il percorso formativo, svolto in lingua inglese, ha coinvolto 45 insegnanti provenienti da Italia, Slovenia e Croazia. Il seminario si inserisce nel più ampio progetto HSP, avviato nel 2015, che ogni anno coinvolge circa 500 docenti in diversi paesi europei. Il programma si fonda sull’idea che molte delle fratture che attraversano l’Europa contemporanea affondino le loro radici nella Seconda guerra mondiale e nella Shoah. Quest’ultima viene pertanto assunta come punto di partenza per affrontare questioni attuali particolarmente complesse, come il tema delle memorie divergenti, fornendo strumenti critici e metodologici utili a contrastare le narrazioni strumentali del passato.

L’obiettivo dei seminari è quello di mettere in dialogo docenti provenienti da paesi confinanti, accomunati dall’esperienza della Shoah, ma caratterizzati da memorie pubbliche spesso divergenti. In questo quadro, HSP intende offrire ai partecipanti l’opportunità di approfondire sia le conoscenze storiche sia le competenze didattiche necessarie per affrontare fenomeni quali l’antisemitismo, il razzismo e le diverse forme di discriminazione.

Fig. 1 La locandina del seminario

Il programma delle tre giornate triestine ha previsto una struttura articolata in lezioni di esperti seguite da workshop, durante i quali i docenti hanno potuto confrontarsi sia sugli aspetti scientifici dei temi trattati sia sulle modalità di trasposizione didattica in ambito scolastico[1]. Gli interventi hanno fornito gli elementi fondamentali per una comprensione approfondita della Shoah e del suo sviluppo nel contesto europeo.

I docenti hanno affrontato attraverso lezioni frontali e laboratori alcune tematiche relative alla Shoah, come ad esempio l’uso delle fotografie nella didattica e le strategie per affrontare in classe questi argomenti[2]. Il seminario ha inoltre incluso la visita al Monumento nazionale della Risiera di San Sabba, già Polizeihaftlager durante l’occupazione nazista e unico campo di detenzione dotato di forno crematorio su territorio italiano.

Una parte significativa del percorso si è concentrata sulla storia dell’Alto Adriatico tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra. In questo ambito sono stati particolarmente apprezzati gli interventi di Borut Klabjan (Centro di ricerche scientifiche di Capodistria), Tullia Catalan (Units) e Fabio Todero (Irsrec FVG). Klabjan ha analizzato le complesse dinamiche identitarie e nazionali dell’area, mentre Catalan ha approfondito la storia dell’antislavismo tra il 1920 e il 1943. A questi contributi è seguita la ricostruzione delle complesse vicende dell’area tra il 1943 e il secondo dopoguerra proposta da Todero.

Tali interventi hanno stimolato un confronto tra i docenti sulle diverse memorie nazionali sviluppatesi nei rispettivi Stati e sulle possibilità di una loro rielaborazione critica alla luce dei valori europei contemporanei. In continuità con queste riflessioni, un gruppo di insegnanti provenienti dai tre paesi coinvolti, coordinato da Loranda Miletić (Etta), sta elaborando un’attività didattica intitolata Antisemitism and Antislavism in the Upper Adriatic Area (1920-1943). L’obiettivo è approfondire le radici storiche e ideologiche dell’antisemitismo e dei sentimenti anti-slavi durante il regime fascista, mostrando agli studenti come stereotipi e atteggiamenti discriminatori si formino e si diffondano attraverso i media, la letteratura e il discorso politico.

L’ultima giornata si è conclusa con workshop dedicati al diritto internazionale e alle metodologie didattiche, con un focus particolarmente discusso sul concetto di “genocidio” e sulle sue implicazioni politiche e storiografiche.

Il seminario è stato dedicato alla memoria di Laura Fontana, storica della Shoah ed esperta di didattica, che per molti anni ha coordinato in Italia le attività del Mémorial de la Shoah e che è scomparsa nel gennaio di quest’anno. Una perdita significativa per la comunità scientifica e, al tempo stesso, un vuoto profondo sul piano umano per noi che le eravamo vicini.


NOTE

[1] Il programma è disponibile sul sito dell’Istituto Parri: https://www.reteparri.it/wp-content/uploads/2026/01/Draft-program-HSP-Trieste-Beginner-1_260122_070421-1.pdf.

[2] L. Fontana, Fotografare la Shoah. Comprendere le immagini della distruzione degli ebrei, Einaudi, Torino 2025.