
Fig 1 Visita alla Chiesa di San Nicolò dei Greci
Da alcuni anni, le terre della Frontiera adriatica sono attraversate da un gruppo di capi scout dell’Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), i quali vivono un momento importante del loro iter di formazione vocazionale. I giovani e meno giovani, provenienti da varie città del nord e del centro Italia ed impegnati nei servizi educativi con bambini e ragazzi nelle rispettive città, si ritagliano un tempo per riscoprire e ribadire la propria adesione personale ai valori cristiani, di cittadinanza attiva e di servizio, così come espressi nel Patto associativo, la carta che racchiude le scelte fondanti dei capi scout nell’Agesci (https://www.agesci.it/?wpfb_dl=2082).
Come sempre accade nello stile dei campi formativi Agesci, la proposta viene progettata partendo dagli stimoli che il territorio ospitante offre; un campo nella provincia di Trieste, quindi, non può che strutturarsi attorno al tema del “confine”. I capi scout, con la postura metaforica delle “sentinelle”, percorrono fisicamente a piedi la città di Trieste e i sentieri del Carso fino al Santuario di Muggia Vecchia, con l’intento di scoprire e meditare le molteplici realtà di confini storici, sociali, culturali ed esistenziali. Scegliendo di “abitare” le varie situazioni di confine, i partecipanti cercano di scorgervi delle “frontiere”, intese come le nuove sfide a cui la vita chiama a partecipare.
Attraverso l’incontro con il prof. Raoul Pupo e la testimonianza di Mariuccia Ragau, Ambra Cusin e Giorgio Zaccariotto, i capi scout in visita alla Risiera di San Sabba e alla Foiba di Basovizza scoprono ed approfondiscono anzitutto la complessa realtà storica di queste terre ad est, pesantemente segnate dalle ideologie e vicende del secolo scorso.
Significativo poi è l’incontro con alcuni esponenti dell’Associazione Franco Basaglia, i quali riportano i capi agli anni della rivoluzione psichiatrica, quando l’obiettivo primario fu superare un confine materiale per recuperare una piena dignità di vita e di cura del paziente.
I confini fra le diverse religioni e le frontiere della vera fraternità vengono esplorati grazie agli incontri e alle preziose testimonianze del Vescovo di Trieste don Enrico Trevisi, del direttore della Commissione Diocesana per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso don Valerio Muschi; ad essi si sono affiancate, nelle varie edizioni, le testimonianze di vari rappresentanti delle comunità religiose triestine fra cui il Rabbino Ariel Haddad, l’Imam Nader Akkad, Padre Raŝko Radović per la comunità Serbo Ortodossa, i quali hanno testimoniato il valore di un dialogo praticato e vissuto nello stile della fraternità ecumenica ed interreligiosa.
L’incontro con Marco Tortul e i ragazzi dell’Associazione “Oltre quella sedia” conduce i capi scout a varcare i confini del trattamento sanitario per concepire nuove frontiere nell’inserimento sociale delle persone portatrici di disabilità.
Lungo i sentieri della Val Rosandra, i capi compiono un tratto di strada insieme ad un giovane immigrato, giunto in Italia attraverso la rotta dei Balcani ed ora in affido all’ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà – Ufficio Rifugiati Onlus; ascoltano la testimonianza del suo viaggio e colgono il significato della frontiera intesa come speranza di una vita nuova.
Nell’incontro e nell’ascolto della testimonianza di un ex-detenuto, i capi scout scorgono i confini di un sistema giudiziario molto spesso ancora troppo lento nell’attivazione di processi riabilitativi, nonché intravedono le frontiere del reinserimento sociale. Viene inoltre toccato il tema della giustizia riparativa, come percorso di risanamento delle ferite prodotte dalle varie fattispecie di reato.
Gli incontri fatti, le storie ascoltate, i passi percorsi lungo i sentieri del Carso ma soprattutto i momenti di preghiera e celebrazione offrono preziose lenti per rileggere in chiave formativa la propria vita, le proprie scelte di fede e di servizio. Una volta rientrati nelle loro città, i capi scout vengono invitati ad assumere la medesima postura per scorgere e varcare le frontiere che i loro territori esprimono!