
È deceduto il 31 gennaio 2026 Diego Redivo, triestino classe 1959, già segretario del Comitato di Trieste e Gorizia dell’Istituto per la storia del risorgimento italiano, guida didattica alla foiba di Basovizza, collaboratore dell’Università popolare, del Centro di ricerche storiche di Rovigno e della Lega Nazionale.
Storico e divulgatore, si era occupato di argomenti legati al confine orientale in età contemporanea, con un occhio di riguardo all’irredentismo, alla propaganda nazionalista e al volontariato giuliano nella grande guerra.
Nel 1992 si era laureato con una tesi su Ruggero Fauro Timeus, divenuta una monografia ancora insuperata. A questo sono seguiti articoli, introduzioni, prefazioni, curatele e testi incentrati sullo Sviluppo della coscienza nazionale nella Venezia Giulia, per riprendere il titolo di una raccolta di saggi a sua firma uscita per i tipi della Del Bianco nel 2011. Da segnalare anche Le trincee della nazione. Cultura e politica della Lega Nazionale e l’ultima fatica: Di Dante e di altri vati.
Frequentatore di teatri, era stato in grado di cogliere, anzitempo su correnti storiografiche che hanno poi approfondito la materia, le profonde connessioni fra intrattenimento culturale e messaggio patriottico.
Coniugando il rigore analitico a una prosa piana e piacevole, ha sondato i tragitti esistenziali di Gian Rinaldo Carli, Niccolò Tommaseo, Guglielmo Oberdan e Silvio Benco. La fortuna del mito di Dante nella Trieste asburgica è stato un altro suo cavallo di battaglia tematico. Professionista serio e persona di rara educazione, lascia un’eredità prima umana che scientifica.